Il personaggio della mia storia

Lei è una persona speciale e altruista. Se dovessi descriverla in una parola sola, lei sarebbe il Vento. Il vento di primavera che porta freschezza e gioia, il vento tempestoso che infuria, spazza e allontana le cose brutte rimettendole al suo posto, oppure quella brezza che soffia piacevolmente da sentire sul viso e ti rassicura che per te c’è sempre.

Le sue giornate sono molto piene, è una mamma (e anche un papà), è una casalinga che mantiene una casa sia sotto l’aspetto pratico sia di gestione ufficio-economico, è un’artista, una creatrice, è una conduttrice radiofonica e presentatrice di eventi, serate ed è sempre presente per i suoi amici. Tanti amici. È Rosy Nervi.

Dovrei fare ordine nel mio armadio

Rosy e io ci conosciamo da ormai qualche tempo. Ci troviamo per un aperitivo o cena, per andare a un concerto, uno spettacolo, una giornata con i figli, insomma quando nascono delle proposte spontanee per passare del tempo tra amiche, ci sentiamo e facciamo il nostro programmino. Ecco, il programmino poi ha diverse variazioni perché spesso Rosy finisce per arrivare in ritardo, trafelata e non smette più di scusarsi (già mi chiama dalla sua auto che è in ritardo per un imprevisto e io ho l’ansia che non finisca fuori strada!!). Se un giorno dovessimo programmare un viaggio e prendere un aereo sarò il suo angelo custode che farà in modo di prenderlo…

Non potrò mai essere arrabbiata per i suoi ritardi, il tempo non le basta mai neanche se la sua giornata avesse più di 24 ore perché gestire il tempo specialmente per noi donne non è una cosa da poco. Inoltre, Rosy è un punto di riferimento per molte persone, si rende sempre disponibile, e cerca di aiutarle come può dando il meglio di sé incondizionatamente. Vi chiederete cosa centra tutto questo con l’armadio, beh una volta ero a casa sua e continuava a scusarsi per la confusione: quella settimana aveva dovuto lavorare tutti i giorni in differenti orari e per stare con suo figlio Julian aveva preferito trascurare la casa ovviamente. Io le avevo risposto di non preoccuparsi, la comprendevo benissimo però le avevo fatto notare che con un’organizzazione migliore degli spazi sarebbe riuscita a gestire meglio il tempo per sistemare quotidianamente a piccole dosi la sua casa, andare a lavorare, passare il tempo con Julian, gli amici e soprattutto avere più tempo per sé stessa. Riconosceva che avevo ragione e per questo motivo mi aveva chiesto un aiuto per sistemare il suo armadio dal momento che la confusione maggiore era dovuta ai vestiti, i suoi e di Julian, quelli del tempo libero, sport, fuori stagione, scarpe e accessori vari. …e fu così che mi resi conto che prima dell’armadio la priorità andava data alla cantina per creare lo spazio apposta a tutti quegli indumenti che erano secondari.

Quanto dura il Natale?

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La cantina era situata all’entrata nel garage coperto, per cui dopo aver posteggiato, scaricato l’auto da eventuali sacchi della spesa e altre varie cose Rosy entrava a casa e aveva modo di alleggerirsi e cambiarsi le scarpe nel locale cantina prima di salire le scale.

Quando non si ha tempo per riordinare casa, pur di avere intorno un po’ di ordine uno spazio così fa comodo perché invita a rifilarci di tutto e poi basta chiudere la porta. Alla fine, però prima o poi bisognerà riaprirla quella porta…I miei clienti così come Rosy trovandosi davanti a una situazione del genere si sentono sopraffatti e si arrendono. La mia capacità sta nel vedere quello spazio da un’altra prospettiva, immaginandolo com’era prima. Così mentre Rosy mi faceva da cicerone tra le cose e il contenuto dei mobili della sua cantina, concedendole di viaggiare nel passato, scattavo foto e prendevo misure. Anche il suo micio sembrava non vedesse l’ora di godersi quel locale!

Mi ero presa il tempo di riprogettare la cantina. Per prima cosa i mobili che aveva non erano comodi per accogliere le tipologie che avremmo creato ed eravamo riuscite a donarli ad altre persone che avevano apprezzato e ne avrebbero fatto buon uso. Avevo calcolato due giornate comode per lavorarci riservando così in agenda “Spaceclearing day”. Dal momento che non era possibile svuotare completamente la cantina, altrimenti avremmo bloccato gli altri spazi della casa, avevo suddiviso il locale in due zone (A e B) e avere il posto necessario per montare le due nuove scansie che occupavano la parete principale. Ok, in realtà un giorno era necessario, la nostra difficoltà maggiore era quella del montaggio….Prima di tutto capire l’ordine dei pezzi, le viti e usare gli attrezzi giusti.Una volta preso la mano la seconda scansia era stato uno scherzo per noi ormai “ragazze esperte”. Una volta preso la mano la seconda scansia era stato uno scherzo per noi ormai “ragazze esperte”.

Ora cominciava il lavoro più lungo: la cernita di tutto ciò che riempiva la zona B.
Ben presto Rosy cominciava a rendersi conto di quante cose inutili e che ormai non le erano più necessarie separandosi senza difficoltà da gran parte di esse.
Avevamo suddiviso in scatole e scatoloni le tipologie e riempito man mano la scansia, sport, accessori, Natale. Natale!!! Già, vi ho detto che è un’artista? Quando può si dedica anche a diversi lavori manuali, specialmente le decorazioni di Natale. Ne aveva parecchie e avevamo dedicato più contenitori rispetto alle altre tipologie. “Lo so – mi diceva come se leggesse i miei pensieri – dovrei ridurne un po’”.
“Decisamente Rosy, sono quattro scatole grandi e se pensi che l’avvento conta 24 giorni mi chiedo: quanto dura il Natale a casa tua??”

La qualità del nostro tempo

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(rivolto alle mamme e ai mammi)

Ogni anno alla vigilia dell’apertura delle scuole, stampa e media mettono in primo piano il fatto che finalmente i genitori riacquistano la loro libertà, la tranquillità, la pace assoluta…

È vero, specialmente per quei genitori che lavorano, organizzare il periodo estivo della famiglia è piuttosto impegnativo senza parlare dei costi, oltre alla meritata vacanza insieme, per vari campi musicali, sportivi, studio per i figli in modo da piazzarli mentre si deve lavorare.

Finalmente si torna a scuola, evviva! Titoli in grassetto e interviste a go-go e alla vigilia questa atmosfera mi rattrista ogni volta, mi fa sentire in colpa per il fatto che non posso dedicare abbastanza tempo di qualità alle mie dolci canaglie. Come vi sentireste voi al loro posto sapere che non vediamo l’ora di sbarazzarcene? Che ricordo avranno di noi quando saranno grandi? È giusto dedicare tempo per sé stessi, assolutamente, ma subito dopo sforziamoci di STARE con i nostri figli, di ASCOLTARLI. Spesso vedo genitori al parco o spingere il passeggino per strada totalmente assorbiti da Facebook e Whatsapp (non lamentiamoci poi che i bambini sanno essere tranquilli solo se ipnotizzati davanti a queste trappole tecnologiche!). Giochiamo con loro, anche se solo per 20 minuti ma torniamo bambini assieme a loro, non può farci altro che bene!

Un’idea per ottimizzare il tempo ora che la scuola è partita a pieno regime e di conseguenza anche le attività extrascolastiche: sfruttate il tempo d’attesa al bar o dove vi capita in vostro favore leggendo un libro, studiando una lingua che da un po’ avreste voluto imparare, usate questo tempo per i vostri sogni nel cassetto. Usate questo tempo per programmare la settimana, non siate dispersivi con chiacchiere e pettegolezzi (lo ammetto ogni tanto è un piacere e mi concedo anch’io una pausa caffè con qualche altra mamma in attesa). Tutti questi ritagli fatti di quarti d’ora, mezz’ora sommati alla fine dell’anno scolastico, sono tanto tempo che in cambio vi avrà reso qualcosa.

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PS: scrivere è uno dei miei hobby. Questo articolo l’ho scritto mentre aspettavo mia figlia durante la sua lezione di pattinaggio.