Consulenza gratuita con Skype

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Contatto su Skype

Trenta minuti offerti, a vostra disposizione, per qualsiasi domanda sull’organizzazione.

Ogni lunedi e venerdì pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00

Avete voglia di riorganizzare uno spazio a casa? Mi contattate via Skype, mi mandate un paio di foto dello spazio in questione e vi propongo passo dopo passo come iniziare e procedere.

 

 

La nuova scuola on-line

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Consigli e suggerimenti per organizzarsi al meglio

Svuotate il vostro zaino e mettete assieme tutto il materiale scolastico (libri, classatori, diario, astuccio, ecc.).

 

 

 

I fogli singoli, come brutte copie, comunicazioni della scuola, schede o verifiche restituite vanno passati uno ad uno ed archiviati nei rispettivi posti. Se c’è in sospeso qualcosa da concludere tra quei fogli, segnatelo sull’agenda dandovi un termine di breve scadenza.

 

 

Fate in modo di avere la superficie della scrivania (o il tavolo) bella libera e lasciando il posto per gli accessori portapenne, strumenti geometrici, astuccio e il cassettino.

 

Create un cassettino in cui ci saranno, suddivise per materia, le mappette o un separatore colorato, metterci eventuali fogli che stampate, copie a brutta dei compiti in corso, l’agenda. La sfida sarà quella di non accumulare troppo materiale e svuotare il cassettino a fine settimana in modo da essere pronti per i compiti della settimana successiva.

 

Tutti gli strumenti tecnologici come caricatore pc, cavo telefonino, mouse, ecc. che utilizzate teneteli assieme al materiale scolastico, etichettando i cavi se ne avete diversi.

 

 

Imparate a riconoscere qual è il momento più produttivo della giornata per applicarvi al programma online. Se avete invece degli orari definiti per consegnare i compiti, programmate in anticipo la scaletta oraria per rispettare la scadenza.

Evitate le distrazioni del pc e telefonino come le notifiche o messaggi mentre state lavorando per la scuola. Quando avrete terminato i doveri scolastici, come premio potrete dedicarvi all’intrattenimento col vostro telefonino, ipad o altri giochi.

Ogni cosa che vi viene in mente mentre state lavorando annotatelo subito in agenda.

Create un ambiente di lavoro piacevole abbellendo la scrivania con la vostra creatività e buon inizio!

 

 

Piccolo promemoria per mantenere in ordine i documenti scolastici digitali

Sono tornata

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Purtroppo, le persone sono come le scarpe. Per capire che sono sbagliate devi farci un po’ di strada – Charlie Braun

A volte succedono cose brutte che ti stroncano all’istante, di solito succedono agli altri, di solito senti storie di altri.

E qualche mese fa anch’io sono diventata GLI ALTRI. All’improvviso l’invidia e la cattiveria allo stato puro di certe persone ti attacca in modo subdolo, tu non te ne accorgi subito perché cominci a sentirti fuori posto a disagio e non ne comprendi la ragione, poi col passare delle settimane, dei mesi subentra il malessere fisico. Ti ammali. Fai fatica a dormire, i mal di testa ti perseguitano giornalmente, il cuore batte veloce senza tregua fino al punto di temere che possa scoppiare in qualsiasi momento. Le cose belle svaniscono, nemmeno la vicinanza della tua famiglia basta a contrastare il malessere.

Io le ho conosciute le persone cattive, quelle maligne che ti avvelenano e mentre lo fanno si sentono forti e potenti. Certo perché loro questo lo fanno insieme e non hanno altri scopi nella vita: si nutrono di questo, della tua energia che ti succhiano. Loro l’essenza della vita la ignorano completamente. Questa è la loro croce e non desidero nulla di ciò che possiedono. NULLA. Provo solo compassione.

Tutto questo succedeva nello studio dove lavoravo part-time. All’inizio avevo cercato di reagire, trovare un dialogo ma poi realizzi che non parlano la tua stessa lingua, non la vogliono parlare. Quando l’ho capito ho voluto essere forte e professionale. Lo sono stata fino all’ultimo giorno ma dentro mi sentivo già morta e sognavo solo di poter volare lontano da tutto.

Poi si sono presi cura di me, le persone buone. Mio marito che mi ha protetta e non mi ha lasciata sola un momento. Sono rimasta a casa mia, l’unico posto in cui mi sentivo al sicuro. Niente telefono, e-mail e social. Solo io, come una bambina piccola spaventata che andava in panico al pensiero di dover uscire a fare la spesa o accompagnare i figli alle loro attività ma che riusciva a distrarsi se dipingeva, leggeva e si dedicava all’ordine della casa.

Ho passato in rassegna ogni locale della casa, ogni mobile svuotandolo, pulendolo e riorganizzando gli oggetti che ho tenuto. È stato un gran lavoro ma mi ha fatto bene perché come me, a causa del veleno, anche la casa era parecchio trascurata. Questo lavoro, oltre alla mia famiglia e a quei pochi amici che mi sono stati vicini, sono stati l’antidoto.

Sapete in che ordine sono andata? Ho cominciato dalle camere dei ragazzi per la quale è stato più semplice sistemando in modo pratico e riordinando le cose di scuola, giochi e armadi. Poi il bagno e la mia camera da letto. In seguito, la cucina perché è più vasta ma è stata una gran bella soddisfazione tirare fuori tutto, eliminare gli utensili rovinati e aver la scusa per scegliere dei nuovi piatti e altri accessori da comprare.

L’ultima parte è stata quella più impegnativa, ecco perché ho preferito lasciarla per ultimo (e ancora non ho finito ma per queste cose non bisogna avere fretta). L’ufficio è situato al piano terra della casa, subito dopo il locale per scorte alimentari, attrezzi do-it e giardinaggio, accessori auto, ecc. usato come cantina, dal quale si accede come entrata secondaria ma che usiamo tutti perché è più comoda quando posteggiamo l’auto nel garage.

Nel locale ufficio c’è un grande armadio a cinque ante in cui ci sono giacche, cappotti, abbigliamento da sci, zaini e borse sportive più delle scatole con alcuni vestitini dei miei bebé che ho conservato. Appoggiata alla parete più lunga una scaffalatura di 4,5 metri in cui documenti, amministrazione della casa, archivi scolastici, ricordi d’infanzia dei miei figli e tutto il mio materiale di ArmadioMania testimoniano quante cose abbiamo vissuto e fatto.

Insomma, non è facile nemmeno per me, che sono una professionista, a riorganizzare e fare un viaggio introspettivo ma mi ha fatto bene e consiglio di farlo regolarmente.

Ecco dove sono finita in questi mesi e perché sono stata assente dai social se non per 2-3 post apparsi su Instagram. Ora sono tornata, sono guarita e comincio un nuovo capitolo nel giorno del mio compleanno alla faccia dei cattivi che sono rimasti là, nella loro piccolezza da persone ormai insignificanti.

Spero che questo articolo possa essere d’ispirazione a chi sta passando un momento di crisi e sarò felice di esservi di supporto.

Quando non riordino mi piace scrivere di emozioni: Nathan_corre

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Nathan_corre

Questa è la storia di Nathan, un ragazzo con una passione e un sogno da realizzare, quello di correre veloce come il vento (e battere il record di Bolt).

A scuola durante le lezioni di ginnastica il suo maestro, notò che era veloce rispetto ai suoi compagni e ci invitò a farlo partecipare alle eliminiatorie per Il ragazzo più veloce del Ticino. Era la sua prima gara e aveva otto anni. Nathan era eccitato e non vedeva l’ora prendendo la gara molto seriamente tanto che per pranzo pretese una bistecca, con fagiolini e riso per avere tanta forza e si tolse orologio e occhiali per essere più aerodinamico. Mi ricordo che in auto, mentre lo stavo portando allo stadio di Bellinzona, gli dissi: “Nathan, mi raccomando, dovrai correre veloce come il vento” e lui mi rispose: “Mamma, io sono il vento”.

Non la vinse. Era partito bene, era in testa, era il vento ma si fermò 10m prima, alla riga bianca pensando fosse quello il traguardo, Paolo ed io gli urlammo dalla tribuna ma era troppo tardi, gli altri continuarono fino alla seconda riga bianca. Il traguardo.

Ci restò molto male da piangere. Il suo maestro Massimo Balestra ci suggerì di iscriverlo al Gruppo Atletico Bellinzona dove si sarebbe allenato e divertito.

Gli anni sucessivi, arrivò sempre in terza posizione a livello cantonale ma finalmente nel 2016 vinse battendo tutti e si qualificò per la finale Svizzera a Lucerna. Arrivò in 10° posizione ma lui non era soddisfatto. Ancora oggi, ogni volta che arriva vicino all’oro è uno stimolo in più per migliorare, essere determinato e raggiungere il suo obiettivo: il primo posto sul podio. Così dopo un anno di allenamento e il campus estivo a St. Moritz con la società, diventò ancora campione ticinese di velocità sugli 80m e si qualificò per la finale svizzera che questa volta si svolgeva in casa, a Chiasso. Insomma, tutto andava bene fino a quando Nathan, a sei settimane prima dalla finalissima, cominciò ad avvertire dei fastidi alla parte bassa della schiena e sui glutei. I medici dissero che era una lombosciatalgia, gli sarebbe bastato stare due settimane a riposo, massaggi e Voltaren. Così facemmo e sembrava essere migliorato per cui decidemmo di accompagnarlo a Zurigo per l’altra finale, la UBS Kids Cup che era un paio di settimane prima del Ragazzo più veloce (nel 2017, infatti, diventò due volte campione ticinese). La finale UBS Kids Cup si svolge sempre a Zurigo appena dopo la Weltklasse e in quella giornata tutti i ragazzi che gareggiano hanno l’onore di fare riscaldamento con campioni di atletica e di incontrare personaggi come Asafa Powell, Karim Hussein, Mujinga Kabunji, ecc.

Erano tre discipline, prima la corsa 60m, poi il salto in lungo, infine il lancio della pallina. Nathan corse ma il dolore alla schiena si manifestò in modo acuto. Si ritirò dalle competizioni e tornammo a casa. Poi, due giorni dopo, di notte, lo portai al pronto soccorso talmente il dolore era forte, non riusciva a stare in piedi, le gambe gli cedevano. La RM evidenziò una piccola frattura alla vertebra L5-S1 con un edema importante. Spodilolisi L5-S1, questa la diagnosi per Nathan che l’ortopedico comunicò a me e mio marito. Quando è una spondilolisi è ancora in fase iniziale, la vertebra scivola in avanti perché per un “difetto di fabbrica” l’itsmo, la parte di tessuto che tiene assieme tutte le vertebre, non è continuo e ne manca un pezzettino. Nei casi più gravi e peggiori le vertebre vengono fissate chirurgicamente ma questo spesso accade alle persone di una certa età. Sembra essere comune in molti sportivi ma se non ci sono dolori non se ne viene a conoscenza per cui, penso che nel male almeno sia stato positivo il fatto di averlo scoperto in tempo. La cosa più brutta è stata quello di dirlo a Nathan, di spiegargli tutto e alla fine dirgli che partecipare alla finale a Chiasso per lui non era più possibile altrimenti avrebbe rischiato la frattura totale. A quelle parole i suoi occhi si sono riempiti di lacrime e noi come genitori non potevamo fare nient’altro che abbracciarlo.

I primi mesi era arrabbiato, intrattabile, soprattutto perché era costretto in un busto rigido che gli impediva di respirare bene, faceva fatica a mangiare per non parlare del fatto di stare una giornata intera sui banchi di scuola con sedie scomodissime. Faceva due sedute di fisioterapia alla settimana, più una serie di esercizi a casa e piano piano aveva ripreso ad andare anche ad allenarsi allo stadio ma era molto limitato per cui non poteva stare assieme agli altri compagni del GAB. Malgrado questo ci andava ugualmente, a volte anche sotto la pioggia, ma lo vedevo demoralizzato. Ha messo il busto a inizio settembre 2017 e l’ha portato fino a gennaio 2018 24h/24h poi abbiamo fatto la TAC e un’altra RM, abbiamo ascoltato il parere di un secondo medico e la buona notizia era che l’edema si era riassorbito e gli era permesso di portare il busto solo di notte. È stato un duro lavoro ma anche di squadra, infatti Michele Rüfenacht il suo allenatore, era sempre informato da noi, il medico e i fisioterapisti per fargli fare l’allenamento più idoneo. Il primo risultato, infatti è arrivato ai campionati svizzeri indoor U16 di San Gallo. Non so, forse è stato tutto quello che ha passato, la voglia di gareggiare, di essere il migliore e la tenacia che ha riversato su quei 60m di tartan che lo hanno proclamato campione svizzero e registrato anche un Personal Best con la sua migliore prestazione 60m/7.34.

2016 2018

Finalmente cominciava il periodo positivo, aveva ripreso gli allenamenti a pieno regime, sempre sotto controllo, la stagione era appena iniziata e sul calendario si annunciavano diverse gare. Oltre a Michele Rüfenacht un altro allenatore aveva scelto di seguire Nathan. Sì, lui sceglieva chi allenare e in Nathan aveva visto un talento, un giovane atleta che ascolta i consigli e fa quello che gli si dice di fare. Fiorenzo Marchesi, atleta di spicco negli anni ’60-70 e che in seguito ha allenato diversi atleti portandoli alle olimpiadi. Oltre agli 80m e le staffette 4x100m Nathan aveva cominciato con la corsa dei 100m ostacoli, si allenava, faceva gare e Fiorenzo dalle tribune lo osservava e gli faceva correggere quello che andava sistemato. Questo allenatore che parlava poco ma gli dava le dritte giuste, dalla fortissima personalità, era diventato il suo mentore permettendogli di vincere altre gare durante questa primavera. Fiore, così lo chiamavano tutti, è venuto a mancare il 27 agosto lasciando un vuoto incolmabile nel GAB ma Nathan dice che Fiore c’è, lui lo vede seduto nelle tribune che lo guarda e brontola se fa cazzate… l’8 settembre a Frauenfeld per i campionati svizzeri assoluti Nathan ha mancato la medaglia di bronzo per 2 centesimi sugli 80m. Aveva corso la qualifica e la semifinale vincendole ma alla finale qualcosa è andato storto e i 2 centesimi di secondo lo hanno fregato. Ha imparato che lo sport è fatto anche di questo. Il giorno dopo, il 9 settembre era la volta dei 100m ostacoli e che ha vinto, dal filmato si vede la soddisfazione per aver rivendicato l’amara sconfitta del giorno precedente e il primo gesto è stato una mano sul cuore. “Per Fiore” ha detto.

Durante tutta la stagione la schiena non ha creato problemi, ma Nathan è un quindicenne che in un anno e mezzo è cresciuto più di 25 cm e questo gli ha creato delle scocciature come stiramenti o strappi che sono stati curati, massaggiati, fatto impacchi, di tutto e di più. Insomma è diventato abbastanza impegnativo per tutti seguirlo ma lo facciamo con piacere ed è importante supportarlo. Poi ci sono eventi che non si possono né prevenire o controllare come quando dopo l’allenamento, negli spogliatoi, il suo compagno gli ha fatto il solletico ai fianchi inaspettatamente e lui ha reagito di scatto sbattendo l’alluce contro uno stipide che, in seguito abbiamo scoperto essere fratturato, era diventato tutto blu e gonfio impedendogli di partecipare alla staffetta del giorno dopo 4x100m a Thun e che nei giorni sucessivi per il dolore lo ha portato a camminare storto innescando una fastidiosa fascite plantare. Però malgrado   questo è riuscito ad arrivare terzo a Losanna per il ragazzo più veloce della Svizzera e a vincere l’oro sabato 29 settembre a Locarno sempre sugli 80m, chiudendo così una stagione travagliata e triste ma anche piena di emozioni e soddisfazioni.

Questa è la storia di Nathan, una come tante di altri suoi coetanei, qualsiasi sia la disciplina. Dietro le quinte ci sono tanti attori, tanti avvenimenti, tanti sacrifici ma soprattutto c’è la famiglia.

La sua storia è solo all’inizio e io gli auguro che un giorno realizzi il suo sogno, e per farlo deve ancora tanto… correre 🙂

Domenica 8 luglio verso casa

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Dopo Peniscola abbiamo fatto tappa ad Argelès-sur-mer e in seguito a Cannes una notte ciascuno. Abbiamo scelto il camping Parc Bellvue di Cannes a caso perché era appena fuori dall’autostrada e quindi comodo per ripartire. Su Tripadvisor però c’erano alcuni commenti negativi ma ci siamo detti: “Tanto è solo per una notte” e invece devo dire che siamo rimasti piacevolmente sorpresi, cordiali, piscina e sdraio puliti, tranquillo e le particelle ben strutturate nel bosco, quindi, non lasciatevi condizionare troppo da Tripadvisor, chi ha lasciato il commento probabilmente era abituato al lusso a cinque stelle degli alberghi.

Guida sempre Paolo, io non me la sento e scrivo mentre viaggiamo. Ormai ha preso bene la mano anche se i primi giorni non capivamo perché ai caselli la voce dal citofono diceva di attendere i soccorsi, poi quando ho capito ci siamo sbellicati dalle risate. Paolo arrivava troppo vicino per riuscire a prendere il ticket e di coseguenza con lo specchietto laterale schiacciava il bottone SOS senza accorgersene.

Siamo in dirittura d’arrivo, tutto sommato ho imparato a comunicare in spagnolo, visitato posti mai visti e lungo il percorso ho incontrato e conosciuto la  storia di persone speciali. Per due settimane ho potuto avere mio marito tutto per me finalmente (è informatico e di solito è sempre impegnato anche a casa per lavoro). L’unica cosa: scordatevi di avere un po’ di intimità col vostro partner se siete sopra la cabina guida formato loculo…Lo rifarei ancora dunque? Come dice la mia amica australiana Helen: “Oh my God Moni, never again!”

Bills-LunchMoney Lewis è diventata la nostra colonna sonora – alla tastiera Nathan Oberti

L’opinione dell’equipaggio:

  • Emmaluna: Un po’ stressante ma ho fatto tanti bagni di mare, sabbia e in piscina.
  • Gianluca: Mi aspettavo meglio il camper, mio padre non mi ha comprato il metaldetector per cercare il metallo nelle spiagge.
  • Nathan: Mai più!!! E tre punti esclamativi sono pochi.
  • Paolo: Posti belli ma no comment dopo 41h di guida

Io e Paolo lanciamo un appello agli albergatori: Invitateci, abbiamo bisogno di vacanza dalle vacanze!  Sarò felice di scrivere di una nuova esperienza.

Tabella di marcia

Alcune cifre Camping
camper 2’284.00 http://www.labastiane.com/
camping 646.00 https://www.camping-front-mer.com/contact-situation/
benzina 454.00 http://campingmasnoubarcelona.com/2015web/index.php/es/
caselli 278.00 http://www.campingvizmar.com/autocaravanas
ristoranti 306.00 http://www.devesagardens.com/uploads/pdf/es/Tarifas
spese varie 900.00 http://www.campingvizmar.com/autocaravanas
kilometri 3’029.00 https://www.camping-front-mer.com/contact-situation/
ore di viaggio 41.25 www.parcbellevue.com
sinistro 1’300.00 no comment

L’organizzazione in ogni modo è stata, come nella vacanza, nella vita di tutti i giorni, nella vita professionale e, continuerà ad esserlo, l’elemento fondamentale non tanto per avere tutto sotto controllo, ma per vivere ogni momento con gusto, con le emozioni che lasciano un segno tangibile nei nostri ricordi, senza l’ombra di altri pensieri e preoccupazioni. Ogni tanto però non bisogna dimenticare di lasciare comunque spazio all’improvvisazione, alla spontaneità a lasciarsi sorprendere dagli eventi.

Organizzazione è tempo libero da passare con in nostri cari ed è anche qualità di vita…….Il nostro viaggio lo ha dimostrato.

Enjoy!